Home BENESSERE Alimentazione Hamburger: il gusto per la carne della dieta vegetariana.

Hamburger: il gusto per la carne della dieta vegetariana.

I colossi degli hamburger esplorano il mercato veg 

Dal mese di agosto 2019 Burger King, una delle più note catene di fast food americane, ha inserito nei suoi menu un hamburger con ingredienti completamente vegetali ma dal sapore di carne. 

Si chiama Impossible Whopper,  è prodotto dalla californiana Impossible Foods, e rappresenta un cambiamento epocale nel settore, dominato dalla carne rossa bovina. L’ hamburger vegetariano dal sapore di carne potrebbe ora far parte a pieno titolo anche di un classico menu della dieta mediterranea.

L’apparizione del sostituto della carne a Burger King, la seconda catena di hamburger più grande negli Stati Uniti, potrebbe indicare che i sostituti della carne con componenti vegetali sono pronti per diventare mainstream.

Dopo un test effettuato in 59 punti Burger King della zona di St. Louis, visto il gradimento ottenuto dai consumatori l’hamburger Impossible è stato distribuito in tutti i 7.200 punti vendita americani e anche nei paesi europei: lo si può trovare anche tra i banchi dei surgelati di alcune catene della grande distribuzione.

I colossi degli hamburger esplorano il mercato veg
Carne coltivata o carne vegetale?

Tutto questo mentre il gigante McDonald’s (fatturato quattro volte superiore a Burger King e il doppio dei punti di ristoro) è piombato sul mercato con una versione dedicata di Beyond Burger, un hamburger realizzato principalmente a base di farina di piselli, ma indistinguibile da un hamburger di carne per sapore e gradimento. 

Le grandi catene alimentari americane offrono sempre più hamburger, tacos, sandwich per la colazione e presto anche pancetta con ingredienti esclusivamente vegetali. Impossible Foods ha appena eliminato un grosso ostacolo nell’offrire la sua “carne vegetale” nei negozi, grazie a una sentenza favorevole della FDA – Food & Drug Administration  del 31 luglio 2019 sulla sicurezza dell’eme, l’ingrediente vegetale a base di ferro che consente all’hamburger di “sanguinare”.

A livello globale la domanda di proteine vegetali è in aumento, poiché i consumatori cercano sostituti della carne più sani e con elevato grado di rispetto ambientale.

I colossi degli hamburger esplorano il mercato veg
Hamburger vegano dal sapore di carne

Secondo Bruce Friedrich, direttore esecutivo del Good Food Institute che sostiene le carni a base vegetale, “una volta che saranno disponibili prodotti che hanno lo stesso sapore (o anche migliore) e che costeranno meno, la carne a base vegetale prenderà semplicemente il posto di quella animale. Così molto poco cambierà nella vita quotidiana delle persone poiché sempre più carne verrà prodotta dalle piante. I consumatori continueranno ad acquistare hamburger, sandwich di pollo e salsicce, solo che quei prodotti non avranno l’impatto negativo sul nostro ambiente e sulla nostra salute come con la carne animale”.

Il benessere si alimenta a tavola

L’accettazione delle carni di origine vegetale dipende non solo al gusto, dalla consistenza e dal prezzo, ma anche dal superamento delle abitudini alimentari e “culturali”. 

A questo riguardo, a breve è prevista anche la commercializzazione di (vera) carne coltivata, che in prospettiva potrebbe avere conseguenze risolutive sugli allevamenti intensivi e, si spera, anche sulla fame nel mondo.

Sempre più persone, infatti, scelgono di mangiare meno carne per vari motivi, come le preoccupazioni per la salute personale, l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi e il benessere stesso degli animali. 

Oggi sappiamo anche che i coronavirus della SARS e del Covid-19 hanno a che fare con gli allevamenti intensivi e il commercio criminale di carne e di animali. Insomma, si fa prima a cambiare la carne, poiché non è ancora possibile cambiare la natura umana.

E mentre gli hamburger, icona della dieta americana, hanno fatto il primo passo, la sfida più grande aspetta il mercato delle bistecche e delle T-bone: la guerra del marketing da parte delle “carni alternative” potrebbe presto svolgersi nelle catene di steak-house come Outback o Texas Roadhouse. 

Il benessere si alimenta a tavola
Carne vegetale, un mercato in espansione

Con Beyond Meat e Impossible Food, la “carne vegetale” ha la possibilità di diventare una grande industria a sé stante, non solo una semplice alternativa di nicchia a base vegetale rispetto alla carne vera e propria.

Il mercato globale delle carni a base vegetale è destinato a crescere nei prossimi 12 mesi e l’impatto del coronavirus COVID-19 sul mercato delle carni vegetali, secondo la società di ricerca Markets and Markets, il settore globale dovrebbe crescere da 3,6 miliardi di dollari nel 2020 a 4,2 miliardi di dollari entro il 2021.

Si ritiene, infatti, che “la paura tra la popolazione per un numero crescente di malattie trasmesse da animali come il COVID-19, l’aumento dei sostenitori della dieta vegana e la consapevolezza dei consumatori in merito ai benefici nutrizionali offerti dalle fonti di carne a base vegetale sono i fattori che, si prevede, possano guidare la crescita dell’industria della carne vegetariana. Inoltre, i consumatori si stanno spostando verso stili di vita più sani, che dovrebbero anche guidare la crescita del mercato”.

E con i nuovi marchi che spuntano sul mercato – come Hormel Foods, Meatless Farm Co. e la nuova linea Incogmeato di Kellogg – i consumatori oggi hanno solo l’imbarazzo della scelta e sempre maggiore qualità degli ingredienti.

Essendo stati i primi a entrare in questo promettente mercato, Beyond Burger e Impossible Burger restano i principali contendenti.

Da cosa sono composti l’impossibile Whopper e il Beyond Burger? 

I due hamburger presentano ingredienti analoghi, la differenza sta nella base proteica dominante.  

Beyond Meat utilizza, infatti, le proteine del pisello mentre  Impossible Food si affida a quelle di soia, assieme alla leghemoglobina (eme) la quale, come abbiamo visto, è l’ingrediente che fa sembrare che l’Impossible Whopper trasudi sangue. 

Da cosa sono composti l'impossibile Whopper e il Beyond Burger?

Diversamente, sempre per simulare l’effetto sangue di un hamburger di carne, il colore che esprime il Beyond Burger dipende dall’estratto della barbabietola rossa. 

L’Impossible Burger e Beyond Meat Burger sono entrambi vegani, non  contengono prodotti animali o sottoprodotti. The Impossible Burger è anche certificato halal e kosher, mentre Beyond Meat non specifica se i suoi prodotti sono kosher o halal.

Beyond Burger e Impossible Burger sono sani?

Di base è che entrambe queste aziende hanno creato un “hamburger” in un laboratorio, realizzato con soli prodotti vegetali e progettato per emulare il gusto e la consistenza della carne bovina vera. 

Il livello di apprezzamento e di benessere alimentare dei consumatori dipende, quindi, dalla posizione che assumono sull’ingegneria alimentare e quanto sono esigenti riguardo al sapore del manzo.

L’hamburger di Impossible Foods è composto da soia OGM e alcuni consumatori si sono preoccupati di eventuali tracce di glifosato trovate negli Impossible Burgers, provenienti da quei semi di soia geneticamente modificati. Beyond Burger è invece certificato rigorosamente non OGM

Numeri e sapori

Entrambi gli hamburger presentano approssimativamente i medesimi valori per ogni porzione, cioé:

  • 300 chilocalorie
  • 20 grammi di proteine
  • 400 milligrammi di sodio
  • 20 grammi di grassi per Beyond Meat e 14 grammi per Impossible Whopper

Entrambi gli hamburger hanno un sapore abbastanza simile alla carne di manzo, certamente più dei tradizionali hamburger di verdure conosciuti e consumati fino a oggi. 

Non sappiamo ancora se i vegani sono contenti del sapore di carne, ma diciamo che è un passo avanti per traghettare i “carnivori” sulla placida e non cruenta sponda dei consumi vegetali. Anche con un occhio di riguardo verso l’ambiente.

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Maurizio Lupi
Free lance, con ampia esperienza pubblicistica, di ufficio stampa e di curatore di varie iniziative editoriali. Dal 2000 svolge anche attività di web content manager, attività sviluppata a lungo anche attraverso progetti di importanti operatori privati e istituzionali.

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