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Mascherine alla moda

Una tragedia in maschera

Le mascherine alla moda, quelle colorate e creative che si vedono e vendono sui siti di eCommerce, non proteggono dal COVID-19 chi le indossa. Ma quello che può e deve fare una mascherina che copre il naso e la bocca è proteggere gli altri, limitare notevolmente – tenendosi sempre a debita distanza – la possibilità di diffondere il virus se si è infetti, una possibilità che, va ricordato, esiste anche se si è asintomatici.

Il COVID-19 è diffuso principalmente dalle piccole goccioline (droplet) espulse durante uno starnuto o con un colpo di tosse o, ancora, può essere trasmesso con espirazione parlando in stretta vicinanza. 

Indossare mascherine e guanti ed effettuare un adeguato e costante lavaggio delle mani, sono quindi pratiche essenziali per garantire le migliori possibilità di restare al sicuro, di mettere al sicuro gli altri e di fare la propria parte nella lotta al coronavirus.

Stiamo arrivando al punto in cui dovremo indossare in modo permanente una maschera come succede in gran parete  dell’Asia, quale segno di cura per noi stessi e gesto di riguardo e attenzione verso la comunità

Tanto ci stiamo abituando a indossare le mascherine quanto, invece, facciamo molta fatica a subire le distanze che il COVID-19 ci impone. Nelle mascherine oggi in commercio almeno troviamo una via di fuga creativa per sopportarne l’obbligo.

Un’abitudine – ci piace pensare – da non interpretare come un segno di paura e differenza ma, al contrario, di comunanza umana. O forse rimarrà un argomento d’inquietudine, la rappresentazione di una società avviluppata a sé stessa? Vorremmo essere ottimisti.

Mascherine per il viso

Attribuiamo così tanto significato al volto umano e alle sue espressioni, che coprirlo, nascondere ciò che è la parte più nuda e accessibile di noi stessi potrebbe essere profondamente inquietante e alienante per coloro che ci circondano.

Si dice sempre che gli occhi sono la finestra sull’anima, ma anche la parte inferiore, naso e bocca, è un riferimento altrettanto importante per le emozioni, fa la sua parte nel modo in cui leggiamo i reciproci sentimenti

Indossare una mascherina potrebbe darci la percezione di sentimenti e sensi mutilati, di contenimento della nostra capacità espressiva, di sentirsi dimezzati. 

Certamente c’è anche chi vive meglio con la mascherina: avendo la giustificazione della necessità collettiva sarà libero di contenere sentimenti, obblighi sociali e imperfezioni estetiche. 

Insomma, le mascherine estendono la platea interiore della nostra personalità e quella esteriore della nostra presenza fisica, aggiungendo opzioni nuove o togliendo quelle consolidate, da sperimentare individualmente e socialmente. 

Come in un gioco di tessere da annettere e connettere tra loro, tra quelle già in nostra “dotazione” dalla nascita e altre acquisite con l’avanzare della vita. La mascherina di spinge fino diventare la prima connotazione esteriore e identificativa dell’individuo. 

Ciò significa che potrebbe però diventare anche un segno di aspirazione, successo e anche disuguaglianza.

Per molte persone indossare una mascherina sanitaria abbellita con decori e disegni può essere un modo garbato e gradevole (oltre che sicuro) per alleggerire una situazione oggettivamente drammatica, per sentirsi come una singola persona e non solo un potenziale vettore di malattia.

Dal punto di vista della salute pubblica, non importa come appare la nostra mascherina facciale, dove l’abbiamo acquistata o chi l’ha fatta; indossarne una funzionale è ciò che conta, meglio ancora se ha anche una ristoratrice funzione estetica.

Dalla sanità alle mascherine alla moda

mascherine

Come abbiamo visto in un articolo precedente, per alcuni stilisti e artisti le mascherine erano una dichiarazione di moda estrema prima dell’epidemia di coronavirus. Ma non erano ancora state adottate per l’uso quotidiano.

Le mascherine prodotte da Louis Vuitton, Gucci, Prada, Brooks Brothers e altre griffe del lusso all’inizio di aprile erano prive di marchio, in quanto destinate solo ai lavoratori e ai sanitari in prima linea. Non erano quindi disponibili per l’acquisto da parte del pubblico. 

Adesso stilisti, imprenditori e influencer hanno ampiamente percepito un’opportunità di business.

Ora ci sono mascherine in cotone, seta, denim, poliestere ed elastan,  perfino mascherine con paillette e cristalli reversibili. Tutte studiate per limitare gli effetti negativi sulla bellezza di ogni persona.

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“Visto che per un bel po’ saremo tutti costretti a indossare la mascherina sanitaria o delle cover di stoffa, a questo punto è meglio trovarne una di nostro gradimento. Il mondo della moda e degli accessori si sono già mossi in questo senso”. 

Le mascherine, pur in piena emergenza sanitaria globale, hanno iniziato a diventare oggetti glamour, di decoro personale e di affermazione individuale, piuttosto che semplicemente funzionali.

Alcune ricerche dicono che per il normale uso quotidiano non è necessario l’utilizzo di mascherine chirurgiche e professionali, per evitare il rischio di contagiare altri sono sufficienti quelle di contenimento, in stoffa o, al più, delle cover da apporre sopra le normali mascherine sanitarie. 

Avviandosi a diventare stabilmente un accessorio del nostro abbigliamento, non sorprende quindi che molti di noi vogliano indossare delle mascherine esteticamente più gradevoli, accessori funzionali ma alla moda.

vogue

“Un paio di settimane fa Vogue ha pubblicato un articolo al riguardo (“Masks To Shop Now”) così come Forbes, impegnandosi a pubblicizzare le novità anche nelle settimane successive”. 

Ormai nel web si sono diverse piattaforme di eCommerce che propongono mascherine in quantità e di varia qualità. La landing page del reparto mascherine di Etsy, per esempio, tra il 4 e il 6 aprile scorsi ha registrato una media di 9 ricerche al secondo, per un totale di oltre 2 milioni di interazioni. 

Anche l’offerta sul sito è esplosa, poiché il numero di venditori di mascherine è aumentato di cinque volte rispetto all’ultima settimana di marzo. E l’offerta continua ad aumentare.

Esiste un MaskClub.com, che ha accordi di licenza con la NASA, Hello Kitty, Batman, altri marchi e altri personaggi, che offre abbonamenti a partire da 9,99 dollari al mese per la fornitura periodica di mascherine di ricambio. 

Mascherine in tartan o di tipo camouflage e batik, mascherine con strass e brillanti che danno l’idea di un invito a una festa o altre in disegno di tessuto gessato per andare al lavoro.

Ancora, mascherine in stampa animalier e floreale, per 12,95 dollari, mascherine con fiocchi giganti su ogni lato per 100 dollari. Praticamente una mascherina per ogni occasione, stato d’animo e livello di reddito. Di tutto, di più, insomma…

Secondo Edited, la più importante società americana di localizzazione digitale i vendite al dettaglio, c’è stato un aumento di quasi il 40% del numero di mascherine offerte dalle aziende nel primo trimestre 2020 rispetto alla fine del 2019.

Ricercatori e medici specializzati confermano che le mascherine dovranno essere indossate ancora per almeno un anno, o quantomeno fino allo sviluppo di un vaccino. 

Ed è facile, per i trend setter sostenere che, di conseguenza, le mascherine diventeranno normali accessori della vita quotidiana, indossati da tutti noi – quando usciamo da casa – con la stessa naturale nonchalance che usiamo per un cappotto o per degli occhiali da sole.

Man mano che diventeranno parte del codice di abbigliamento, anch’esse affrontano le medesime dinamiche del mondo della moda.  Quando dagli ospedali le mascherine sanitarie, che in isolamento rendevano tutte le persone uguali, le vediamo migrare nel regno della creatività fashion, ecco che diventano qualcos’altro. Come per tutti gli accessori (come per le scarpe, le borse, le sciarpe…), diventano simboli non solo di salute o preoccupazione sociale, ma di identità.

I marchi di lusso, per questioni etiche e per evitare  contraccolpi d’immagine, per ora – ma solo per ora – stanno evitando di produrre mascherine per le loro collezioni, ma arriverà il momento in cui si uniranno al business, se non altro perché ci sarà richiesta e perché l’attuale calo drastico delle vendite di abiti dovrà essere compensato con nuove opzioni, nessuna esclusa, pur di porre in salvo aziende, dipendenti e fornitori. 

In tal senso, ogni mascherina rappresenta anche il lavoro e il reddito in un momento in cui entrambi scarseggiano. Ogni prodotto, ogni vendita può aiutare a sostenere una piccola azienda. 

Si parla molto di come l’attuale crisi potrebbe cambiare la società, l’economia e i comportamenti delle persone. Forse per la moda questo potrebbe essere un punto di ripartenza.

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Maurizio Lupi
Free lance, con ampia esperienza pubblicistica, di ufficio stampa e di curatore di varie iniziative editoriali. Dal 2000 svolge anche attività di web content manager, attività sviluppata a lungo anche attraverso progetti di importanti operatori privati e istituzionali.

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