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Mascherine per il viso

Simboli dei nostri tempi

mascherine chirurgiche

Se esiste un simbolo dell’attuale confusione e paura, disinformazione e ansia, generate dalla diffusione del nuovo coronavirus, è la mascherina, chirurgica o meno che sia. Le mascherine sono apparse quasi immediatamente dopo che il Covid-19 è stato identificato prima in Asia, dove le mascherine erano già comuni per via dello smog, e poi in Europa. Ora sono ovunque.

In molti paesi asiatici, indossare una maschera prima di uscire è una routine come indossare un paio di scarpe ed è ampiamente considerato un dovere civico per proteggere gli altri. E mentre la minaccia del coronavirus continua, anche l’Occidente sta adottando questa usanza.

mascherine per il viso

Le fotografie di persone con mascherina illustrano quasi tutti gli articoli di notizie sul virus, sia sui giornali che sui social media. Ancor più che flaconi di disinfettante per le mani, guanti e salviette igienizzanti, la mascherina sembra sia diventata una sorta di “avatar” del virus”.

Una breve storia

Le mascherine per il viso apparvero per la prima volta alla fine del XIX secolo, usate come misura protettiva indossata dai medici durante gli interventI chirurgici per impedire ai batteri presenti nell’aria di infettare le ferite aperte.

Furono quindi adottati nel 1910 dalle autorità cinesi per prevenire la diffusione della peste polmonare e divennero emblematici della modernità medica.

“Avevano una duplice funzione: sia per fermare i germi sia per trasformare le persone in cittadini di mentalità scientifica”, come afferma Christos Lynterys, medico antropologo dell’Università di St. Andrews, Scozia.

Otto anni dopo diventarono un fenomeno globale, quando furono ampiamente utilizzate come protezione contro l’influenza spagnola.

“C’è stata un’accettazione popolare della mascherina come parte della vita; si possono ancora vedere foto d’epoca in cui si notano signore vestite alla moda e accessoriate con mascherine”.

Sebbene l’uso diffuso delle mascherine terminò con la fine dell’influenza spagnola, esse rimasero popolari in Cina anche in seguito, con le campagne di sanità pubblica e di “consapevolezza civica” del partito comunista.

Poi è arrivata l’epidemia SARS, a partire dal 2002, con una nuova e più ampia diffusione dell’uso della mascherina in Cina, Hong Kong e in gran parte dell’Asia orientale e del sud-est asiatico, ”come segno di consapevolezza della salute e dovere civico, adottata per evitare di tossire e starnutire sul prossimo, anche soltanto per pura cortesia”.

Allo stesso tempo, poiché la consapevolezza del degrado ambientale, dell’inquinamento e della qualità dell’aria negli anni sono diventati argomenti di interesse pubblico crescente, le mascherine hanno assunto un ruolo diverso: filtri dell’aria nei centri urbani e presagi della crisi climatica, non solo in città come Mumbai, Pechino, Tokyo e Città del Messico, ma anche, più recentemente, durante gli incendi boschivi in ​​Australia.

In politica la mascherina ha conosciuto di recente la sua affermazione simbolica e pratica. Durante le manifestazioni di protesta democratica di Hong Kong, le mascherine per il viso – in particolare quelle nere – sono state indossate sia come segno di dissenso e ribellione sia come funzionale strumento per celare la propria identità alle telecamere sparse per la città.

Sono diventare così popolari che il governo è arrivato al punto di provare a vietarle, elevandole a un simbolo di sovversione. Ma poi è arrivato il Covid-19…

Mascherine per il viso. Moda e Dintorni.

mascherine per il viso

“Già nel 2014 la collezione Qiaodan Yin Peng Sportswear aveva messo in passerella mascherine durante la China Fashion Week”.

stilista cinese Masha Ma

La stilista cinese Masha Ma nel 2015 ha sfilato con la sua collezione primavera estate a Parigi presentando una mascherina tempestata di cristalli Swarovski.

mascherine per il viso

Negli ultimi tre anni marchi come Fendi, Off-White, Palm Angels e Bathing Ape hanno presentato mascherine di design. Gucci ne ha fatto una per Billie Eilish da indossare alla cerimonia dei Grammy Awards dello scorso gennaio (foto a sinistra).

Mascherine alla moda sono state consegnate alle sfilate più importanti, a volte gli ospiti indossavano anche delle cover personalizzate da applicare sopra le mascherine chirurgiche, come quelle messe a disposizione da Chanel e Fendi, con la loro tipica texture.

Le mascherine per il viso sono state adottate – come espressioni o sfide – per l’identità creativa dai rapper come Ayleo e Mateo Bowles (Ayo & Teo) e gli italiani Junior Cally e Miss Keta, per esempio, e subito sono diventate la loro impronta stilistica e commerciale.

Subito dopo l’espandersi della pandemia Covid-19, celebrità varie e influencer hanno iniziato a tempestare di selfie con le loro mascherine tutti i social media.

La rapida diffusione del virus da dicembre 2019 ha subito creato una corsa globale per l’approvvigionamento di dispositivi di protezione, non solo mascherine per il viso, ma anche guanti, calzari e abiti tecnici di protezione

Nel mezzo di una pandemia, indossare il logo di una griffe sul viso può sembrare irriverente, inappropriato e anche di cattivo gusto, specialmente quando così tante persone, compresi medici e personale sanitario mancano ancora di dispositivi di protezione individuale.

Ma con la raccomandazione di indossare mascherine per il viso in pubblico, allo scopo di contenere e prevenire la diffusione del coronavirus, questi dispositivi di protezione e prevenzione sono inevitabilmente diventati anche una forma di auto-espressione estetica e anche di ricerca di benessere.

Quello delle mascherine per il viso protettive è diventato rapidamente un fenomeno globale, non solo sanitario o modaiolo ma anche come vezzo esteriore di bellezza unito a performance tecnologiche. Stanno infatti sorgendo aziende specializzate in ogni parte del mondo, come Airinum (Svezia), Vogmask (California), Cambridge Mask (Inghilterra) o AusAir (Australia), con produzioni e design originali e a elevato profilo tecnico, allineato agli standard di sicurezza e protezione riconosciuti.

Oggi ci sono pagine e pagine di mascherine per il viso sulle piattaforme di e-commerce, da Amazon a Etsy fino a StockX. La maggior parte di esse sono semplicemente pezzi di tessuto o in materiale variamente sintetico, con prezzi che vanno da pochi euro a oltre 500 euro per i marchi più esclusivi o dei pezzi unici.

Le mascherine si stanno affermando come un vero e proprio accessorio moda dei prossimi anni, indispensabile sia in termini di utilità che di stile, sotto il quale speriamo si accenda presto un bel sorriso

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Maurizio Lupi
Free lance, con ampia esperienza pubblicistica, di ufficio stampa e di curatore di varie iniziative editoriali. Dal 2000 svolge anche attività di web content manager, attività sviluppata a lungo anche attraverso progetti di importanti operatori privati e istituzionali.

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