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Musicoterapia: il suono e la guarigione

Per migliorare la salute e il benessere fisico ed emotivo.

La musica ha sempre avuto particolari poteri curativi e l’intera storia della civiltà contiene aspetti che collegano la musica alla guarigione fisica e mentale. Sembra che l’adozione della musica a scopi terapeutici risalga probabilmente fin dal periodo paleolitico. 

Ma per comprendere l’uso della musica come terapia bisogna fare riferimento al nesso, anche filosofico, tra guarigione e malattia dell’antica Grecia. Dal V secolo a.C., i greci avevano cominciato a prendere le distanze dall’aspetto divino della malattia (intesa come punizione dagli dei) e avevano iniziato a concentrarsi sulle cause materiali.

Pensavano alla malattia come a uno squilibrio dei “quattro umori” (fluidi corporei) e avevano intuito che la musica potesse restituire pace e armonia sia al corpo che all’anima. 

I filosofi greci Platone e Pitagora scrissero ampiamente sulla musica e sui suoi effetti, e sono spesso citati a sostegno della musica, dell’educazione musicale e della musicoterapia.

emozioni

Diversi studi dimostrano che la musica può evocare con forza emozioni e stati d’animo, modulare l’attività cardiaca, la pressione sanguigna e la respirazione. 

In effetti – a titolo di esempio – i battiti cardiaci e respiratori sono più alti in risposta alla musica eccitante che nel caso della musica tranquilla. Inoltre, la musica produce cambiamenti di attività nelle strutture cerebrali (amigdala, ipotalamo, corteccia insulare e orbitofrontale) note per modulare la funzione cardiaca.

Indipendentemente dalla musica che ci piace ascoltare, ci sarà tra noi chi ha utilizzato la musica quale elemento di “consolazione” durante alcuni momenti difficili, chi per motivarsi durante un allenamento sportivo, altri per migliorare la concentrazione durante lo studio o un’attività lavorativa e così via. In queste situazioni abbiamo potuto sentire una connessione emotiva e quell’energia a ogni battito del suono.

Più recentemente, la ricerca ha collegato la musica a una serie di benefici per la salute, dall’aumento della funzione immunitaria e alla riduzione dei livelli di stress dalla riduzione del dolore cronico al miglioramento nella gestione delle emozioni nei bambini autistici.

Esistono diversi tipi di terapia del suono e della musica, ciascuno con diversi benefici, molti dei quali supportati anche da autorevoli ricerche biomediche e accademiche di cui il web è una fonte inesauribile.

Musicoterapia neurologica

musicoterapia neurologica

La musicoterapia è certamente una fonte di benessere, può ridurre lo stress e favorire il rilassamento. È stato dimostrato, per esempio, che può essere più efficace dei farmaci nel ridurre i livelli di ansia prima dell’intervento chirurgico. 

È stato anche appurato che, dopo un intervento di chirurgia spinale, una sessione di musicoterapia di 30 minuti combinata con le cure tradizionali contribuisce a ridurre il dolore e tornare a stare bene .

Questo tipo di “trattamento” è usato anche per la riabilitazione fisica, la gestione del dolore nelle lesioni cerebrali.

Ma la musicoterapia come si fa?

Terapia del diapason

terapia del diapason

La terapia con diapason utilizza forcelle in metallo calibrate per sollecitare vibrazioni specifiche su diverse parti del corpo. Questo può aiutare a liberare tensione, favorire l’afflusso di energia e promuovere l’equilibrio emotivo. 

Presumibilmente funziona in modo simile all’agopuntura, utilizzando le frequenze sonore anziché gli aghi per la stimolazione dei punti energetici codificati dalla medicina naturale cinese. In particolare, la terapia con diapason può aiutare ad alleviare il dolore muscolare e osteo-articolare.

I battiti binaurali

battiti binaurali

Questo metodo stimola il cervello verso una specifica condizione usando un suono “pulsante” per sollecitare le onde cerebrali ad allinearsi alla frequenza del battito e ritrovare il loro corretto percorso. 

È appurato che i battiti binaurali contribuiscono a ridurre l’ansia, il dolore e i sintomi della sindrome premestruale, oltre a migliorare i problemi comportamentali nei bambini, in particolare bei bambini autistici.

Specifici battiti binaurali aiutano a concentrarsi nello studio e nel lavoro, a migliorare i livelli di attenzione mentre battiti con altre frequenze possono portare facilmente a uno stato di maggiore serenità interiore, rilassamento e anche sonno.

Musicoterapia benefici

disturbi d'ansia

La musicoterapia è usata per trattare i sintomi di una serie di condizioni, tra cui:

  • disturbi d’ansia
  • depressione
  • disturbo post traumatico da stress
  • demenza
  • dipendenze 
  • disturbo dello spettro autistico e difficoltà di apprendimento
  • disturbi comportamentali e psichiatrici
  • autismo

Alcuni benefici della musicoterapia:

  • riduce lo stress
  • diminuisce gli sbalzi d’umore
  • abbassa la pressione sanguigna
  • abbassa i livelli di colesterolo
  • gestione del dolore cronico
  • riduce il rischio di coronaropatia e ictus
  • migliora il sonno

La musicoterapia utilizza diversi aspetti del suono per migliorare il nostro benessere emotivo e fisico. Come essa funziona dipende dal metodo e dagli strumenti utilizzati.

Tutto nell’universo presenta una frequenza vibrazionale e si può dire che noi umani siamo programmati per far sì che il suono faccia parte di noi. Nel cervello, tutti i nostri neuroni operano a frequenze diverse in base alle informazioni che stanno elaborando. 

VIDEO: La NASA e il suono dello spazio 

Quelle vibrazioni interagiscono con ogni cellula del nostro corpo e durante una seduta di ascolto e guarigione le frequenze e le vibrazioni vengono create utilizzando diversi strumenti, non tutti necessariamente musicali: 

  • campane tibetane
  • gong
  • campanelli eolici
  • diapason
  • flauto di pan
  • arpa
  • batteria

Alcuni metodi possono includere anche altri strumenti. Il processo di guarigione con la musicoterapia avviene quindi attraverso la vibrazione, che viene misurata in hertz, dimostrando di offrire diversi benefici per la salute

Musicoterapia o audioterapia?

In che modo il suono esercita una risposta fisiologica così potente da ridurre l’ansia e lo stress, per esempio? Bene, il suono non è inerte. Il suono si trasferisce, dalla sua sorgente alle nostre orecchie, sotto forma di onde che viaggiano più lentamente delle onde luminose. 

La sensazione di volume è influenzata dall’altezza e dalla frequenza delle onde sonore, con maggiore altezza e frequenza che corrispondono a una percezione più forte del suono. 

La frequenza è misurata in hertz. In genere noi possiamo sentire suoni tra 20 e 20.000 hertz e 20 Hz, per esempio, indica che il tono o il battito vibra 20 volte al secondo

L’onda sonora colpisce il nostro timpano, facendolo vibrare e trasmettendo questa vibrazione più in profondità nel nostro orecchio, attraverso un tunnel pieno di liquido che contiene cellule ciliate. 

cellule ciliate

Le vibrazioni causano il movimento del fluido a onde, che quindi fa muovere le cellule ciliate. Questa informazione dalle cellule ciliate viene inviata dal nervo uditivo nell’orecchio al cervello, che può quindi decodificarla

Se ogni orecchio sente un tono di una frequenza diversa, la differenza tra le due frequenze verrà percepita dal cervello. Per esempio, se il nostro orecchio destro sente un tono di 200 Hz e il nostro orecchio sinistro un tono di 210 Hz, allora il nostro cervello lo percepirà come un battito di 10 Hz. 

Questo battito binaurale è un metodo usato dalla terapia del suono, che utilizza le basse frequenze che rientrano nell’intervallo alfa-theta-gamma-delta, che corrisponde alle frequenze delle onde cerebrali che vibrano nella gamma inferiore. 

Per metterlo in prospettiva, pensiamo per un momento al ciclo del sonno. Quando siamo svegli, pienamente coscienti e vigili, la frequenza delle nostre onde cerebrali è compresa tra 14-30 Hz, che sono chiamate onde beta

Quando iniziamo ad addormentarci e a dissociarci dall’ambiente esterno, il nostro cervello inizia a scivolare in uno stato di calma, caratteristico delle onde alfa, che hanno un’ampiezza tra circa 8 a 12 Hz. 

Le onde in questo intervallo di frequenza possono stimolare la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore, e di endorfine beta. Ci sono anche prove di potenziamento della memoria e di riduzione del cortisolo, il principale ormone dello stress e della stabilità emotiva.

Quando entriamo in un sonno ancora più profondo, ci addentriamo in frequenze vibrazionali ancora più basse, diciamo tra 4-8 Hz, chiamate onde cerebrali theta

musicoterapia

Queste onde cerebrali sono presenti durante il rilassamento profondo, quando stiamo sognando durante il sonno REM, uno stato mentale che si ritiene possa essere associato anche al nostro subconscio.

Le onde cerebrali a bassa frequenza possono anche stimolare il rilascio di ossido nitrico, che segnala ai muscoli lisci di rilassarsi, quindi i nostri vasi sanguigni si dilatano e aumentano il flusso sanguigno. 

Secondo diversi studi e ricerche, il rilascio di ossido nitrico influenza positivamente la trasmissione e il controllo del dolore. In uno studio del 2015 su pazienti affetti da fibromialgia, la stimolazione del suono a bassa frequenza è stata erogata due volte a settimana per cinque settimane. 

La dose del farmaco normalmente utilizzato è stata ridotta in circa il 74% dei pazienti e completamente sospesa nel 26%. La maggior parte di questi pazienti è stata in grado di aumentare in modo significativo il tempo che hanno trascorso seduti e in piedi senza dolore. 

Sebbene non sia stato stabilito se ciò fosse dovuto all’aumento dell’ossido nitrico o dell’endorfina beta, il risultato è quantomeno coerente con gli effetti benefici ottenuti l’uso della stimolazione del suono a bassa frequenza.

L’idea di accedere alle frequenze d’onda e agli stati cerebrali descritti in precedenza usando il suono è molto affascinante, oltre che anche promettente. Esiste una gamma ottimale di frequenze che possono aprire la porta per l’apprendimento e la memoria e altre che possono perfino aiutare a cambiare comportamenti inconsci  indesiderati.

Il ruolo del nervo vago

Nell’orecchio c’è il nervo vestibolo-cocleare, che si collega al nervo vago, il principale nervo parasimpatico del corpo, che collega il cervello al sistema gastrointestinale e, lungo le sue “ramificazioni”  controlla anche alcune funzioni essenziali, come comunicare gli impulsi motori e sensoriali a ogni organo del nostro corpo. 

nervo vago

Il nervo vago aiuta, inoltre, a controllare il rilascio di ormoni, la digestione, i livelli di glucosio nel sangue, l’infiammazione, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. C’è un piccolo ramo del nervo vago che arriva direttamente alla membrana timpanica, che vibra in risposta alle onde sonore. 

Ciò significa che ogni suono che elaboriamo attraverso le nostre orecchie viene inviato al nervo vago. Che cosa significa questo? Bene, quando il nervo vago è sovrastimolato (situazione di stress elevato) o inattivo le giuste frequenze possono riportarlo al normale funzionamento. 

Tutto, nel nostro corpo, è interconnesso, tutto funziona come un sistema olistico, con sincronismi che possono essere modificati e riequilibrati con buoni risultati anche dalle frequenze sonore, quindi non solo con terapie mediche e farmacologiche, le quali restano comunque alla base di ogni intervento per la guarigione.

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Maurizio Lupi
Free lance, con ampia esperienza pubblicistica, di ufficio stampa e di curatore di varie iniziative editoriali. Dal 2000 svolge anche attività di web content manager, attività sviluppata a lungo anche attraverso progetti di importanti operatori privati e istituzionali.

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