Sistema immunitario e coronavirus

L’esercizio fisico è il nostro migliore alleato

L’esercizio fisico aiuta o ostacola la capacità dei nostri corpi di combattere le infezioni? Nel contesto dell’attuale pandemia di coronavirus, questa domanda ha acquisito urgenza e anche, grazie a recenti studi, risposte emergenti.

Le ultime ricerche suggeriscono che essere in forma è di aiuto per il nostro sistema immunitario e che anche un semplice allenamento quotidiano può amplificare e migliorare la nostra capacità di combattere germi e virus.

Ma alcuni studi indicano anche che i tipi e la quantità di esercizio fisico possono influenzare le nostre risposte immunitarie.

Ci sono persone che non fanno uno starnuto durante l’inverno, quando il rischio di contrarre raffreddore o influenza è più alto: come mai? Da cosa dipende?

David Nieman, professore di sanità pubblica e direttore del Human Performance Lab presso l’Appalachian State University, ha passato anni a esaminare l’effetto che l’esercizio fisico ha sulla salute umana e sulla funzione immunitaria.

In uno dei suoi studi, lui e i suoi colleghi hanno scoperto che 30 minuti di camminata veloce aumentavano la circolazione di cellule killer naturali, globuli bianchi e altri “guerrieri” del nostro sistema immunitario.

Quando queste cellule immunitarie incontrano un patogeno che causa malattie, possono ucciderlo in modo molto efficace.

“Ma abbiamo anche scoperto che, circa tre ore dopo l’attività fisica, queste cellule immunitarie si erano ritirate nei tessuti da cui provenivano”, dice Nieman.

In altre parole, gli effetti di potenziamento immunitario dell’esercizio sono di breve durata. Questo è il motivo per cui la parte “regolare” dell’esercizio è cruciale.

Il professor Nieman afferma che un esercizio aerobico giornaliero di moderata intensità che duri dai 30 ai 60 minuti (si pensi a camminare svelti, andare in bicicletta o correre senza forzare) sembra essere l’ideale, quando si tratta di ottimizzare la funzione immunitaria.

D’altra parte, 75 minuti o più di intenso esercizio fisico potrebbero risultare eccessivi.

“È corretto affermare che un grande aumento dell’intensità e/o della durata dell’esercizio, specialmente nelle persone che non hanno l’abitudine a esercitare attività fisica, potrebbe avere effetti negativi transitori sul sistema immunitario”,

sostiene Jeffrey Woods, professore di Kinesiologia e Salute della Comunità all’Università dell’Illinois ”Quando si procede a lungo ad alta intensità, gli ormoni dello stress aumentano di molto e il sistema immunitario poi non risponde a dovere”

Questa idea ha guadagnato credibilità alla fine degli anni ’80, ed è il risultato di studi che hanno rilevato che “la maratona aumenta l’incidenza di irritazioni (non infettive) delle vie aeree e di alcuni sintomi di infezione tra i corridori nei giorni e nelle settimane dopo la gara”, afferma John Campbell, professore di Scienze della Salute all’Università di Bath in Inghilterra e coautore di un’influente studio del 2018 su esercizio e immunità.

Inoltre, mentre l’esercizio fisico può aiutare a prevenire le malattie, non è così efficace per eliminare un raffreddore o un’influenza esistenti.

“Alcune persone pensano che se si ammalano, possono sudare con l’esercizio”, sostiene Nieman, “ma non ci sono evidenze scientifiche che l’esercizio fisico possa essere utilizzato come terapia”.

In effetti, la ricerca sugli animali suggerisce che un duro esercizio fisico durante il raffreddore o l’influenza possa solo peggiorare le cose. Meglio mettersi a riposo, dunque.

In relazione alle possibili infezioni da virus, soprattutto in tempi di coronavirus, è necessario non ignorare l’igiene di base e il buon senso.

Lavarsi le mani spesso prima e dopo l’esercizio fisico; accorciare o saltare gli allenamenti in caso di malessere; evitare di stare troppo vicini a compagni di sessione che starnutiscono o tossiscono; strofinare una salviettina disinfettante sull’attrezzatura da palestra prima dell’uso.

Oltre all’esercizio fisico aerobico e moderato, una buona notte di sonno è un altro modo per sostenere le funzioni del sistema immunitario.

“Abbiamo esaminato gemelli identici in cui uno dormiva abitualmente un’ora o più rispetto all’altro”, afferma il dott. Nathaniel Watson, professore di neurologia e medicina del sonno presso l’Università di Washington e primo autore di uno studio del 2017 sul sonno e sia sua correlazione con il sistema immunitario.

“Abbiamo così scoperto che nel gemello che dormiva meno ore, i percorsi genetici legati al sistema immunitario sono stati soppressi”.

Watson dice che i risultati del suo studio sono in linea con altre ricerche che hanno dimostrato che le persone private del sonno sono maggiormente esposte ai virus e hanno maggiori probabilità di ammalarsi rispetto alle persone ben riposate.

La quantità di sonno necessaria per far funzionare al meglio il sistema immunitario è difficile da misurare.

“C’è molta variabilità individuale, quindi non c’è una regola adatta a tutti”, afferma Watson, “ma dormire almeno sette ore a notte sembra essere un buon obiettivo per la maggior parte delle persone”.

Al fine di mantenere il sistema immunitario in efficienza è essenziale anche una dieta varia e sana.

“Ciò che mangiamo alimenta il nostro corpo e senza un adeguato carburante il nostro sistema immunitario non funziona come dovrebbe”,

afferma da parte sua il dott. Jason Goldsmith, ricercatore presso l’Istituto di immunologia dell’Università della Pennsylvania.

Goldsmith ha studiato l’effetto che hanno le diete sul nostro microbioma (conosciuto anche come flora intestinale o microbiota intestinale, composto da microrganismi che vivono nelle vie digestive degli esseri umani) e sulla salute immunitaria e ha rilevato che molte persone sono carenti di determinate vitamine e minerali: “le vitamine del gruppo B, la vitamina C, lo zinco e la vitamina D sembrano essere particolarmente importanti per la corretta funzione immunitaria”.

Mangiare un’ampia varietà di frutta e verdura è il modo migliore per rifornirsi di vitamine, senza la necessità di ricorrere agli integratori.

Oltre a fornire i nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno, questi alimenti vegetali contengono anche fibre solubili, che supportano la salute stessa dei nostri benefici batteri intestinali.

In via generale questi, a loro volta, sembrano promuovere un sano funzionamento del sistema immunitario, ma non ci sono raccomandazioni che possono essere applicate a tutti i pazienti, quindi è sempre necessario che ognuno si affidi al proprio medico per approfondire l’argomento e per non incorrere in scelte alimentari non corrette.

L’unica grande eccezione alla regola “mangia le tue vitamine”, cioè frutta e verdura, è la vitamina D, che non è facile da trovare negli alimenti.

“La vitamina D è particolarmente importante, in quanto la sua carenza è stata associata sia a malattie autoimmuni sia a una scarsa funzione immunitaria”,

afferma Goldsmith.

La ricerca ha dimostrato che l’assunzione di un integratore di vitamina D potrebbe ridurre del 10% il rischio di raffreddori e infezioni comuni.

Quindi muovi il tuo corpo, dormi il giusto e mangia frutta e verdura, e vedrai che il tuo sistema immunitario te ne sarà comunque grato.

Coronavirus e il cinese che non ha mai smesso di fare esercizio fisico ed è guarito a 101 anni

“Non prendetevi cura di me, fate il vostro lavoro”, ripeteva alle infermiere del Terzo Ospedale di Wuhan, dove era stato ricoverato a febbraio, poco dopo aver festeggiato i 101 anni. ”Devo preoccuparmi di mia moglie anziana, ha 92 anni”.

È del 6 marzo 2020 la notizia che, dopo qualche settimana passata in ospedale a Wuhan a combattere contro il coronavirus, più altre due di quarantena precauzionale, data l’età, nonno Zhou ha potuto finalmente tornare a casa dalla moglie.

Secondo le statistiche il tasso di mortalità di Covid-19 cresca al crescere dell’età, ma nonno Zhou è stato più forte dei numeri. È stato il più anziano paziente in Cina, e forse nel mondo, a guarire dal coronavirus.

Buon segno per tutti: anche sopra gli 80, i 90 o perfino i cento si può affrontare e sconfiggere la polmonite da coronavirus.

Durante le cure ha mangiato da solo, si è lavato da solo, andava a prendere l’acqua calda con il solo sostegno di un bastone di legno e non ha mai smesso di fare esercizi fisici, come la tradizione cinese impone a tutte le età.

Torna su